Entriamo un po' nel dettaglio

Il POLITECNICO DI MILANO - Sezione DICA con VEOLIA ha definito un piano sperimentale che prevede l'esecuzione di prove di isoterme di adsorbimento per la definizione del carbone più performante e del tempo di equilibrio, durante le quali sono state condotte analisi in laboratorio da parte di Veolia presso il laboratorio dell’impianto di depurazione di San Giuliano Ovest e da parte del CNR-IRSA sul refluo in ingresso al pilota posto a contatto con tre tipologie di carbone attivo. Contemporaneamente alle prove in laboratorio è stata svolta l'attività di avviamento e calibrazione dell'impianto.

Successivamente a queste prove, della durata di 2-3 mesi circa, è prevista la conduzione dell'impianto pilota durante l’intera durata del progetto (taratura e calibrazione, preparazione dei reattivi, controllo del funzionamento, prelievo dei campioni in ingresso e in uscita ed effettuazioni di analisi da parte di Veolia e di IRSA). La tipologia e la concentrazione di carbone attivo e l'HRT (Hydraulic Retention Time) saranno le variabili delle diverse configurazioni impiantistiche.

Il CNR-IRSA ha effettuato una prima campagna di screening di diversi microinquinanti emergenti e non (farmaci, prodotti di origine industriale e per la cura della persona,fragranze, ecc.) nelle acque in ingresso e uscita dal depuratore di San Giuliano Est e ha svolto le analisi dei microinquinanti dei campioni forniti nel corso della sperimentazione.

Dato che il carbone attivo utilizzato nell’impianto pilota è ricircolato dopo il processo di chiariflocculazione in testa all’impianto per migliorare le rese di abbattimento, è di interesse indagare se il cloruro ferrico e il polielettrolita possano influenzare sulla efficienza del carbone attivo, andando a ostruire le porosità. Per questo, come definito insieme al Politecnico di Milano, sono stati condotti parallelamente dei test in batch utilizzando carbone attivo vergine e carbone attivo che ha subito i processi di coagulazione e flocculazione.

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